Ritorno a grande richiesta, approdando in questo nuovo spazio dal deludente msn spaces. Mi ci sono voluti dieci giorni a riprendermi dallo shock della vittoria di Berlusconi. Ma una volta metabolizzata la disfatta, ho realizzato anche che vincere contro il nano di Arcore era abbastanza una pia illusione, che tuttavia avevamo il dovere morale di portare avanti. Poi purtroppo il sogno è finito in un pomeriggio piovoso, man mano che si smentivano gli exit-poll truffaldini di Piepoli. Ma così va la vita.
Che effetto fa svegliarsi nell'Italia di Berlusconi?
La prima frase non contenente copiose bestemmie che mi è venuta in mente è una frase di Benito Mussolini: “Governare gli Italiani non solo è impossibile, ma è anche inutile”. Inutile che Prodi abbia risanato il bilancio dello stato, usando in massima parte il denaro proveniente dalla guerra all’evasione fiscale e solo in minima parte dall’aumento delle tasse. Inutile ricordare che il debito pubblico era enormemente cresciuto per colpa di Tremonti, inutile dire che se Berlusconi taglia le tasse senza copertura significa andare al ristorante mandando il conto al governo successivo e che Prodi si è visto costretto ad una politica di austerità dai continui richiami dell'Unione Europea. Berlusconi con le sue tv e i suoi giornali ha fatto passare l’equazione Veltroni = Prodi = tasse = comunisti (d’accordo l'ultimo passaggio sfida ogni logica ma siamo su Mediaste ricordate?). La popolazione italiana, la più vecchia (che passa quindi più tempo davanti alla tv) e meno istruita (e che quindi non conosce la storia italiana e i crimini di Berlusconi) si è bevuta tutte queste balle. Il lettore a questo punto obietterà, e io concordo con esso, che anche Prodi ha fatto degli errori, a partire dall’aver arruolato cani e porci pur di vincere, come Caruso, Mastella, Dini & company. Ma abbiamo visto tutti che si è dimesso da ogni incarico politico ritirandosi a vita privata. Invece Berlusconi sono 15 anni che si ricandida, questa è la quinta volta, dopo tre sconfitte, che si è ripresentato, all’età di 72 anni. Non importa che abbai definito Mangano un eroe, nessuno si ricorda di Craxi e Gelli, la cordata Alitalia è una boutde ma è lo stesso. Highlander Silvio, com’è stato ribattezzato da un importante quotidiano tedesco per la sua immortalità politica, ha commesso innumerevoli reati ed ha militato nella loggia massonica eversiva P2 ma i suoi elettori ribattono: “non ci interessa la sua vita privata, votiamo un programma non la persona”. Come dire: se ci mettevate anche Pacciani lo votavamo lo stesso. Per fortuna che è morto…
Poi non capisco il boom del PDL nel Sud: a parte la monnezza di Bassolino, è folle votare per un partito alleato al Bossi del federalismo fiscale. Il federalismo fiscale che è al primo posto nel programma della Lega prevede che le risorse prodotte in ciascuna regione restino al suo interno, ovvero che le risorse del nord non saranno più drenate per ripagare i bilanci in profondo rosso delle regioni meridionali. I meridionali hanno letteralmente offerto al boia la corda con cui saranno impiccati. E poi c'è quello scemo di Grillo: i suoi appelli al non voto, com'era ampiamente prevedibile, sono stati raccolti solo da elettori di sinistra, contribuendo decisamente alla vittoria di Berlusoconi. Grillo mi ha bannato dal suo blog per cui sono costretto a criticarlo alle spalle, non mi dà altra scelta.
Vista dal politologo
Il PD ha di certo perso le elezioni, ma anche no, come direbbe Veltroni, perché il 34% dei voti è un risultato di tutto rispetto. Nonostante da Panebianco a Sartori il tormentone dell’estate sia “il PD non ha sfondato al centro” il fatto che abbia mantenuto l’84% dell’elettorato del 2006 e abbia aumentato il bacino elettorale in termini assoluti aggiungendo 2 punti alla Camera e ben 5 al Senato quando era dato per spacciato, qualcosa vorrà pur dire. Veltroni non ha sbagliato più di tanto in campagna elettorale, l’unico errore grave è stato non avere 3 televisioni come il principale avversario della coalizione a lui avversa. Ma ha fatto benissimo a tagliare i ponti con la sinistra radicale. Quest’ultima, dopo un biennio passata ad essere sinistra di lotta e di governo, con continue manifestazioni contro sé stessa, ha scontentato sia chi voleva una sinistra di lotta, sia chi ne voleva una di governo. Non si può accettare il ruolo istituzionale giocando a fare la rivoluzione. Al di là delle accuse di “furto” mosse al PD dai sui dirigenti, possiamo notare che i voti della sinistra radicale si sono spostati di solo un terzo al partito di Veltroni, mentre un 6% è andato alla Lega e il resto si è disperso tra astensionismo e le liste alla loro sinistra (Sinistra Critica e Partito Comunista dei Lavoratori).

Il crollo della Sinistra Arcobaleno dall’11% del 2006 al 3% di oggi, che decreta la sua sparizione dal parlamento, è tutta colpa di un Bertinotti che si scaglia contro i “padvoni” (nel 2008!!!), di un Pecoraro orgogliosamente per l’ambientalismo del no e di un Diliberto modello Good Bye Lenin. Diliberto poi è un outsider, un vero cavallo di razza: lui si che sa tastare il polso della nazione! La sera del tracollo ha dichiarato testualmente che “l’errore è stato il simbolo dell’arcobaleno, la gente non lo conosceva, bisogna ripartire dalla falce e il martello”. Diliberto vai avanti così! Ma concludiamo con una rapida occhiata in casa PDL: nonostante la grancassa mediatica dell’insetto e di Fede è andato male, perché la vecchia AN dopo la fusione fredda con Forza Italia ha perso un milione di voti verso Storace ed un altro milione di voti verso